Il Polo dell'ICT per lo sviluppo tecnologico dell'Abruzzo
di Stefano Pierini

Il Polo dell'ICT per lo sviluppo tecnologico dell'Abruzzo

martedì 7 giugno 2011
Avviato in Abruzzo lo sviluppo di un POLO ICT abruzzese finanziato dalla Regione su proposta della Fondazione Mirror con l'obiettivo di «radicare e sviluppare in Italia ed in particolare in Abruzzo, l'impresa della Conoscenza».

Lo sviluppo dell'ICT può essere una grande opportunità per tutta la realtà abruzzese e non solo per dare impulso alle aree depresse dal terremoto aquilano. Un buon segnale c'è stato sicuramente lo scorso anno con il protocollo d'intesa fra il Ministro per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, e il presidente della Regione, Giovanni Chiodi, per lo sviluppo di iniziative finalizzate alla riorganizzazione delle strutture amministrative, l'aggiornamento del sistema delle competenze interne per sostenere in maniera ottimale lo sforzo per la ricostruzione post sisma, lo sviluppo dei processi di e-government e la dematerializzazione dei documenti amministrativi.

Un'altra tappa di questo scenario innovativo è invece recentissima; la Regione Abruzzo ha dato il via alla nascita e al relativo finanziamento di un Polo di Innovazione sulle tecnologie dell'informazione e comunicazione (ICT) su proposta della Fondazione Mirror, collegata alla Micron Technology Italia, presente ad Avezzano, che fa della conoscenza la sua specifica mission.

La Fondazione Mirror prevede di «radicare e sviluppare in Italia ed in particolare in Abruzzo, l'impresa della Conoscenza». Questa mission si concretizza nei sei settori strategici, risultati da un'analisi territoriale:

  1. formazione;
  2. neo-impresa;
  3. sviluppo sostenibile;
  4. autonomia energetica;
  5. agroindustria;
  6. sistema dei divertimenti.

Il progetto prevede la costruzione di una rete con la società K-Unit come struttura di gestione e 49 aziende del territorio abruzzese attive a vario titolo nell'ICT. Tra le imprese aderenti al polo vi sono sia quelle che realizzano servizi, sia prodotti. Queste imprese avranno la possibilità di collaborare con centri di ricerca pubblici e consorzi di ricerca.

Sicuramente lo sviluppo delle tecnologie informatiche, specialmente in campo pubblico, ancora stenta a decollare ed anche la diffusione della banda larga (siamo al 17 posto in Europa) spesso è insufficiente sia come velocità che come persistente Digital Divide.

A tal fine un recente accordo fra l'Assessorato Abruzzese allo Sviluppo economico e all'Innovazione tecnologica e l'Assessorato alle Politiche agricole (con la collaborazione del Dipartimento delle Comunicazioni del Ministero per lo Sviluppo Economico), per circa 10 milioni di euro, consente di poter avviare un programma di abbattimento del Digital Divide nelle zone rurali e marginali della Regione.

Con queste premesse  l'Abruzzo si presta ad avviare un percorso di integrazione fra le imprese e nei territori, investendo sia nelle infrastrutture che nel capitale umano in considerazione della presenza in larga parte di Pmi, spesso carenti di specifiche professionalità nel settore. Su tali carenze (mancanza di competenze tecniche aggiornate, necessita di nuovi modelli gestionali, ecc..) il Polo Tecnologico dovrà fortemente investire, in quanto l'innovazione tecnologica e l'avere piena consapevolezza delle sue potenzialità  è diventato un obiettivo ormai di tutte le tipologie imprenditoriali.


Just what the doctor ordered, thnkatiy you!
scritto da IVSiOOSpcY - giovedì 1 settembre 2011 alle ore 11.45
Nota del Dott. Roberto Museo, Direttore Nazionale Coordinamento Centri Servizio Volontariato in merito all’inchiesta fondi sul soaicle.Gentile direttore, Gentile Capo redattoreFaccio seguito alle note di stampa che nei giorni scorsi hanno commentato su alcune testate giornalistiche l’inchiesta sull’operato della Fondazione Abruzzo solidariete0 e sviluppo onlus per trasmetterle attraverso questa breve lettera tutto il mio disagio personale e professionale avendo riscontrato, leggendo i testi riportati nelle intercettazioni telefoniche pubblicate, le effettive volonte0 delittuose apparenti dei signori Gianfranco Cavaliere e Fabrizio Traversi con i quali si scrive abbia avuto occasionali incontri funzionali alla mia carica di Direttore del coordinamento nazionale dei centri di servizio del volontariato (Csvnet).Confido che la vicenda venga presto chiarita, data la sua gravite0, dalla magistratura inquirente e in sede giudiziaria e, ritenendomi parte gravemente lesa, sul piano umano, personale e professionale, Le comunico che ho gie0 dato mandato ai miei legali di procedere all’acquisizione degli atti giudiziari in corso e di tutte le note stampa per verificare eventuali aspetti di reato diretti e indiretti che siano a danno dell’onorabilite0 del Volontariato che ho l’onore di servire e della mia persona in particolare.Colgo questa occasione per ribadirle che nulla e8 cambiato nel mio spirito con il quale, da Aquilano, ho inteso contribuire alla fase di assistenza alle popolazioni coinvolte nel sisma del 2009 e successivamente coordinando il progetto della Casa del Volontariato all’Aquila e dare una struttura e nuovi spazi alle associazioni della nostra citte0 e che sono personalmente sconcertato dai tentativi di manipolazione ed uso improprio del mio nome per supposte iniziative politiche riguardanti la futura amministrazione della citte0.Sono e resto un uomo del volontariato, al suo servizio, che vive attentamente come molti questo terribile momento della storia della nostra comunite0 aquilana, nel quale ci sono cambiamenti radicali e drammatici che hanno modificato il naturale e normale decorso della vita di tutti noi. Prima del terremoto era per tutti noi un’altra vita. Oggi stiamo tutti prendendo atto di quella che verre0, giorno per giorno. E il mio impegno e8 totale.Trentotto secondo scuotono l’anima di ognuno, ne cancellano il passato, i ritmi quotidiani spariscono, le certezze crollano e per me, come molti, il 7 aprile e8 stato come ri-nascere. Ma il mio pensiero oggi torna alla nostra comunite0 e mi tornano in mente le parole di Giorgio La Pira (1955): “Le citte0 hanno una vita propria: hanno un loro proprio essere misterioso e profondo: hanno un loro volto. Hanno per cosec dire, una loro anima ed un loro destino; non sono cumuli occasionali di pietra: sono misteriose abitazioni di uomini e pif9 ancora, in certo modo, misteriose abitazioni di dio.Io credo che oggi, la disattenzione a questi valori di fondo, che danno invisibilmente ma realmente peso e destino alle cose degli uomini, rischia di farci perdere la percezione del mistero delle citte0: eppure questo mistero esiste e proprio oggi, in questo punto cosec decisivo della storia umana, esso si manifesta con segni che appaiono sempre pif9 marcati e che richiamano alla responsabilite0 di ciascuno e di tutti.Qui all’Aquila, dove il terremoto non ha distrutto solo le Case, le Chiese, le Scuole, le Universite0 ma ha, soprattutto, lacerato il tessuto soaicle della citte0, mai come oggi si conferma che in questa situazione cosec disgregata, lo sconforto e la disperazione possono impadronirsi della coscienza individuale e collettiva, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa della citte0 e nel suo essere comunite0 civile ed anche religiosa, che non solo condivide una storia antica e prestigiosa, ma e8 soprattutto capace di pensare insieme un futuro comune.In quella che appare una tempesta confido che anche questa volta L’Aquila sapre0 ritrovare la forza per vincere le sue paure, coltivare la speranza e continuare a operare secondo ideali di giustizia e di bene comune e per questi ideali resto al servizio della mia Comunite0, se essa vorre0.
scritto da ZYBqonGqcOCXDsaPKYg - mercoledì 11 aprile 2012 alle ore 10.24

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