mercoledì 12 settembre 2007
Le PA e l'accessibilità del Web
a cura di Max Antonini
Quali sono le norme di base e come vengono messe in atto dagli enti pubblici
Il concetto di accessibilità relativo a un sito internet è legato alla progettazione della struttura del sito stesso, affinché questo risulti accessibile a tutti. Infatti, molti utenti possono operare in contesti assai differenti, con limitazioni di vario tipo (fisiche, di comprensione, tecnologiche, di connettività internet). Realizzare un sito accessibile significa quindi considerare queste diverse situazioni durante la sua progettazione, per estendere a tutti la fruibilità del sito stesso.
Percorso normativo
Il cammino verso un web accessibile e più democratico inizia nel lontano 1999, con la redazione da parte di un gruppo di esperti in materia di accessibilità (il WAI) di una serie di linee guida: le WCAG, nate con lo scopo di illustrare come realizzare siti le cui informazioni fossero egualmente reperibili da tutti gli utenti del web.
In Italia le WCAG 1.0 e successive evoluzioni sono state un punto di riferimento per tutti gli sviluppatori WEB, che apponevano sui siti accessibili i "bollini" di certificazione W3C. L'unico problema era l'autoreferenzialità: in realtà non c'era nessun ente incaricato della verifica dell'accessibilità dei siti, per cui si è spesso abusato di queste autocertificazioni.
Il 9 gennaio 2004, viene emanata legge 4/2004, nota come "Legge Stanca", allo scopo di riconoscere e tutelare il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi, inclusi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematici.
Seguiranno poi il DPR 75 dell'1/3/2005 ed il DM dell'8/7/2005, nei quali vengono indicati i requisiti tecnici e i diversi livelli per l'accessibilità agli strumenti informatici, nonché le metodologie di verifica dei requisiti stessi.
Queste normative introducono dei concetti importanti:
- un insieme preciso di regole tecniche che garantiscono l'accessibilità di un sito internet secondo la normativa italiana;
- l'obbligo da parte delle PA a rendere accessibili i propri siti (obbligo ribadito nel Codice dell'Amministrazione Digitale)
- il ruolo del CNIPA come ente di controllo che rilascia i loghi di accessibilità dei siti.
Come deve comportarsi la pubblica amministrazione?
Per prima cosa è importante sapere che la legge impone che i nuovi contratti di fornitura di siti internet o i rinnovi dei contratti già in essere prevedano espressamente il rispetto dei requisiti di accessibilità da parte del sito, pena nullità del contratto stesso (Legge 04/2004, art. 4, comma 2).
Un'altra cosa importante è che il DM 8/7/2005 prevede diversi livelli di accessibilità, verificata con differenti metodi:
- metodi di verifica oggettiva, attuati mediante l'uso di strumenti automatici e semiautomatici (cfr. allegato A del Decreto);
- metodi di verifica soggettiva, che prevedono l'analisi da parte di uno o più esperti di fattori umani e di un gruppo di valutazione (cfr. Allegato B)
Quando si parla di accessibilità, normalmente ci si riferisce alle verifiche attuate con i metodi di cui al punto a). In questo caso, non sono previsti costi per l'Amministrazione, che di fatto si autocertifica e ottiene il nulla osta sull'uso del logo da parte del CNIPA.
Un'amministrazione che voglia adempiere alla legge Stanca e ottenere la certificazione di accessibilità dovrà:
- Adeguare il proprio sito in maniera tale che soddisfi i requisiti tecnici indicati nel D.M. 75. Questa fase è solitamente delegata alla software house che opera sul sito web.
- Indicare un referente interno sul portale del CNIPA. Per poter richiedere il rilascio del logo per il proprio sito l'amministrazione dovrà recarsi nell'apposita sezione del portale del CNIPA ed indicare un responsabile o referente interno per l'accessibilità (nel caso in cui questi non sia anche il rappresentante legale, dovrà indicare anche gli estremi dell'atto di incarico). A seguito della registrazione il soggetto referente riceverà via mail e per posta le parti di un PIN che gli permetteranno di proseguire con le fasi successive.
- Segnalare la positiva valutazione dell'accessibilità dei siti.Il referente dell'accessibilità in possesso del PIN autocertifica il rispetto dei requisiti tecnici accedendo all'area riservata e:
- segnala la positiva valutazione dei requisiti di accessibilità tecnica del sito interessato, indicandone l'URL;
- allega, in formato elettronico, il documento contenente il risultato della positiva valutazione dei requisiti di accessibilità tecnica redatto sulla base dello modello indicato nel portale CNIPA;
Inoltre dovrà conservare agli atti su supporto ottico copia statica del sito riferita alla data della valutazione.
- Attendere la verifica del CNIPA. Il CNIPA esaminerà la richiesta accertandone la correttezza e la completezza; in caso positivo aggiornerà la propria banca dati ed comunicherà all'amministrazione le istruzioni relative all'utilizzo del logo, registrando il sito stesso in un'apposita sezione dedicata. In ogni momento l'amministrazione potrà verificare lo stato di avanzamento della propria richiesta, tramite l'apposita sezione messa a disposizione dal CNIPA per i soggetti registrati.
Per le amministrazioni che intendano verificare se il proprio portale rispetta i requisiti tecnici dell'accessibilità il sito www.pubbliaccesso.gov.it mette a disposizioni numerosi strumenti e guide su come fare.
La filosofia del web accessibile, uno sforzo necessario.
La legge Stanca ha certamente meriti e demeriti, e tra i meriti più significativi ha quello di porre l'attenzione anche sulla qualità dei siti internet, infatti non ne regola solo l'accessibilità ma anche l'usabilità.
Il redattore di siti web deve entrare in un'ottica comunicativa diversa da quella cartacea, è di fondamentale importanza che egli impari a "pensare con Internet". Dovrà sforzarsi di usare una sintassi digitale, sintetica, integrando al più con allegati, immettendo servizi di migliore qualità, più facili da usare e che abbiano come criterio guida la centralità dell'utente.
Adeguarsi alla legge porta anche ad in forte miglioramento nella comunicazione interattiva verso il cittadino, perché rende il sito di più facile integrazione con strumenti esterni ed con altre forme di comunicazione, come cellulari, RSS reader, etc.
La riformulazione dei contenuti assume un'importanza fondamentale per la percezione che il cittadino ha dell'amministrazione pubblica. Infatti, se egli riuscirà a reperire facilmente ciò che cerca si sentirà maggiormente coinvolto e percepirà una più forte trasparenza delle funzioni dell'ente.
Qual è lo stato dell'arte
Sempre di più la tecnologia sta entrando nelle case dei cittadini, tuttavia sono ancora in pochi quelli che hanno a disposizione internet a banda larga e monitor di grandi dimensioni.
Per poter rendere la propria comunicazione efficiente, essa deve raggiungere il maggior numero di persone; perché ciò accada è indispensabile che la comunicazione sia multicanale e che dipenda sempre meno dalla tecnologia impiegata, ma al tempo stesso sia sempre più adattabile a forme di tecnologie assistite, come ad esempio screen reader e barre braille.
L'attività di certificazione del CNIPA inizia con il sito del ministero delle politiche agricole il 16 Maggio 2006, con il rilascio del primo logo.
Durante il secondo semestre del 2006 il CNIPA verifica e approva 32 richieste di ottenimento del logo di accessibilità, che diventano 78 dopo il primo semestre del 2007.
Analizzando l'elenco pubblicato sul sito del CNIPA si nota come per prime si sono mosse le amministrazioni centrali, che stanno facendo da locomotore ad una rivoluzione della comunicazione verso il cittadino.
Il tasso di crescita di certificazione dell'accessibilità dei siti delle amministrazioni locali è destinato ad aumentare, perché in molte hanno iniziato il percorso di adattamento o trasformazione dei propri portali e servizi, ma le difficoltà sono numerose: non sempre l'adattamento del sito esistente è possibile, inoltre sono veramente poche le software house che, al momento, hanno adeguato i propri prodotti di erogazione dei servizi alla legge Stanca.
Appare comunque evidente come, nonostante gli sforzi di tutti i soggetti scesi in campo, il terreno sia rimasto ancora incolto: a metà 2007 solo un'ottantina di amministrazioni si sono adeguate alla legge Stanca, un numero veramente esiguo se di considera che in Italia le persone disabili sono poco meno di 3 milioni e costituiscono il 6% della popolazione (la percentuale sale molto se consideriamo anche le persone che hanno "disabilità tecnologiche" come vecchi modem e monitor di piccole dimensioni).
Nei prossimi anni si prevede una sempre maggiore partecipazione del cittadino ai processi amministrativi dell'ente attraverso il web, che andrà di pari passo con l'interattività dei servizi da esso offerti. Un' amministrazione che non si confronterà con questa tendenza, o che lo farà nel modo errato senza rendere accessibili ed utilizzabili i servizi che offre, rischia di perdere l'opportunità di costruire un nuovo rapporto con i propri cittadini, con ritorni negativi di sulla propria immagine e sull'efficienza dei processi amministrativi.