RAEE: come smaltire rifiuti elettronici
di Andrea Bondi

RAEE: come smaltire rifiuti elettronici

martedì 11 dicembre 2007
Con l'entrata in vigore nel 2008 del decreto 151, la gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici non sarà più competenza esclusiva dei Comuni. Vediamo cosa cambia e con quali conseguenze

I consumatori, che fino ad oggi erano obbligati a portare i propri RAEE presso le eco-piazzole comunali, potranno così gratuitamente lasciare il rifiuto ai distributori, nel caso di nuovo acquisto. Per loro ci sarà un nuovo costo, che i produttori sceglieranno se inglobare nel prezzo finale o renderlo separato applicando la cosiddetta visible fee. La spesa per la gestione dei rifiuti verrà infatti girata ai consumatori, con importi che variano prevalentemente in base al peso. Il costo medio sarà di 3,5 centesimi di euro per kg. Ad esempio, un frigorifero comporterà un contributo di circa 13 €, un condizionatore di 4 €, un monitor di 3 €.

L'economia dell'ecologia

Il grande vulnus di questo progetto è oggi rappresentato dagli spazi. I RAEE, infatti, saranno portati dai cittadini o dai distributori alle eco-piazzole e da lì prelevati periodicamente da sistemi collettivi o consorzi dei produttori che li trasferiranno presso i centri di trattamento. Mentre i centri di trattamento dei rifiuti, circa una decina, soddisfano le necessità anche grazie ad iniziative di imprenditori privati, le eco-piazzole sono arrivate solo al 40% della copertura necessaria, calcolata in un migliaio di aree, in media una ogni 8 Comuni. La situazione è caratterizzata da un ritardo del sud rispetto al nord ma, per arrivare all'obiettivo, ministero, Comuni e produttori si sono impegnati in un accordo per l'allestimento delle necessarie eco-piazzole, e recuperare il ritardo dell'Italia rispetto agli altri paesi dell'UE nel giro di 2–3 anni.

Il riciclo ed il riuso dei RAEE non deve essere però visto esclusivamente come costo. Questi apparecchi sono infatti costituiti da materiali inquinanti ma in alcuni casi anche preziosi. Molte componenti sono realizzate in oro puro, che si può recuperare senza troppe difficoltà. Inoltre, il valore di queste Materie Prime Seconde cresce nel tempo e molte aziende hanno criticato il ritardo dell'Italia perché attendono con ansia di poter raggiungere volumi tali da poter generare profitto dal riciclaggio. Un esempio, guardando all'estero, è fornito dalla Matsuhita (che produce i prodotti da noi commercializzati come Panasonic) con il giapponese METEC (Matsushita Eco-Technology Center) che mira ad iniziare a generare utili nel giro di pochi anni (in Giappone una norma sul riciclo di apparecchi elettrici è in vigore dal 2001).

Una guida completa è disponibile presso sito del Registro AEE oppure tramite il numero verde 840 500 111. Per realizzare il progetto immaginato dall'Unione Europea tutti sono chiamati a recitare attivamente il proprio ruolo, per raggiungere o, ancora meglio, superare l'obiettivo delle 240 mila tonnellate di rifiuti pericolosi riciclati.

Andrea Bondi è conduttore e giornalista presso Canale 11, emittente televisiva romagnola. Lavora come libero professionista nel campo dell'ICT e gestisce il blog www.andreabondi.it.
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Salve, gradire avere delle delucidazioni su delle voci che mi vengono inserite nelle fatture riguardanti le forniture elettrotecniche; nel dettaglio si tratta di minuteria e non di grandi elettrodomestici, ma ciononostante mi vengono ribaldati i costi per la raccolta differenziata (ECO CO L1, ECO CO F2). Alla luce di questo le volgio chiedere se questa tassa è dovuta o meno. Nel caso in cui non sia dovuta, come devo comportarmi? Lo smaltimento di questa raccolta differenziata in che modo deve avvenire?
scritto da Giuseppe Candida - giovedì 7 febbraio 2008 alle ore 14.09
Noi siamo una ditta che si occupa di manutenzione ed assistenza ad impianti di climatizzazione (caldaie, condizionatori, climatizzatori ecc.)
Vorremmo sapere, visto che non installiamo alcun prodotto finito ma utilizziamo solo ricambi forniti dalla ditta che produce o commercializza il prodotto,
dobbiamo iscriverci presso il Vs. registro ??
scritto da luca - mercoledì 16 aprile 2008 alle ore 12.03
SONO UN DISTRIBUTORI DI ELETTRODOMESTICI E DI ELETTRONICA DI CONSUMO.
COME DA LEGGE VENDITA UNO CONTRO UNO.
PIAZZOLE ECO RAEE DOVE SI TROVANO?
OBBLIGHI DA ASSOLVERE SECONDO LA LEGGE ?
POSSONO LE PIAZZOLE COMUNALI ESISTENTI RIFIUTARE IL CONFERIMENTO DEI PRODOTTI DISMESSI ?
GRAZIE ANTONIO RESMINI
scritto da ANTONIO - lunedì 21 aprile 2008 alle ore 9.16
Un privato può organizzare da solo una eco-piazzola ,per lo stoccaggio prima e lo smaltimento poi, di prodotti RAEE in un comune sprovvisto di tale piazzola? Se si di quali autorizzazioni ha bisogno. Grazie
scritto da CARLO - lunedì 5 maggio 2008 alle ore 9.03
salve sono un istallatore manutentore impianti elettrici ed elettronici per smaltire i rifiuti in merito che devo fare?
scritto da gaetano - lunedì 12 maggio 2008 alle ore 9.55
ho un negozio di assemblagio di computer mi devo iscrivermi presso il vostro registro
scritto da Mirian - martedì 13 maggio 2008 alle ore 9.23
sono un gestore distributori automatici.
e vero che quando vado ad acquistare un nuovo distributore,anche in leasing,posso renderne uno simile nelle funzioni senza costi e magari scaricandolo dai cespiti?grazie
scritto da claudio - lunedì 19 maggio 2008 alle ore 9.04
Un privato può organizzare da solo una eco-piazzola ,per lo stoccaggio prima e lo smaltimento poi, di prodotti RAEE in un comune sprovvisto di tale piazzola? Se si di quali autorizzazioni ha bisogno
scritto da Carlo Valente - lunedì 26 maggio 2008 alle ore 15.23
La domanda che ci viene rivolta dal nostro partner che si occupa di consegna a domicilio della spesa per una catena di supermercati è se deve avere una qualche iscrizione per poter ritirare l'usato - in cambio del nuovo - e portarlo al supermercato di origine. Questo visto che l'annunciato regolamento approvato dal vecchio ministero non è stato pubblicato. Grazie!
scritto da Umberto Montagna - mercoledì 28 maggio 2008 alle ore 17.14
io sono la titolare di una ditta di impianti elettrici; durante le manutenzioni ritiriamo i neon esauriti e per smaltirli abbiamo attivato un contratto con una società specializzata per lo smaltimento. ma secondo me, pagando il contributo RAEE ci dovrebbe essere un modo per consegnare e far smatire direttamente dal Comune questi prodotti tossici. Cosa dobbiamo fare? ci dobbiamo iscrivere presso la Camera di Commercio??? ho chiesto al Comune di Corciano (PG), ma mi hanno risposto che potrebbero sono farmi uno sconto nella TARSU per la superficie occupata da questi prodotti. Attendo una vs. comunicazione. GRAZIE - 075/6978049
scritto da marta basigli - giovedì 3 luglio 2008 alle ore 12.16
Siamo una Società che opera nel settore manutenzione e ogni volta che acquiastiamo dei corpi illuminanati e dei tubi fluorescenti ci viene addebitata la tassa RAEE ho chiesto al fornitore dopo quasi un anno che paghiamo, la stessa , se mi poteva dare i recapiti di chi dovesse smaltire i suddetti prodotti, mi ha risposto che non sapeva aiutarmi, cosa dobbiamo fare ed a chi dobbiamo rivolgerci per lo smaltimento? non funziona come il COBAT ?? Grazie fax 06-3046916 tel. 06-30484282
scritto da Edoardo Carocci - venerdì 29 agosto 2008 alle ore 16.01
salve sono un privato che vive nel sud Italia, e qui da noi scarseggiano queste aree! volevo sapere cosa fare per l'avvio di un apertura di un raee?
scritto da Michele - lunedì 15 settembre 2008 alle ore 12.02
Mi piacerebbe avere informazioni dettagliate su come creare e avviare una RAEE nella mia città. di quali autorizzazioni si necessita? a chi bisogna rivolgersi per mettere in atto questo progetto? grazie
scritto da marika - martedì 18 novembre 2008 alle ore 9.00

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