RAEE: come smaltire rifiuti elettronici
di Andrea Bondi

RAEE: come smaltire rifiuti elettronici

martedì 11 dicembre 2007
Con l'entrata in vigore nel 2008 del decreto 151, la gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici non sarà più competenza esclusiva dei Comuni. Vediamo cosa cambia e con quali conseguenze

Dall'inizio del 2008, 850 mila tonnellate di rifiuti pericolosi e difficili da smaltire non saranno più esclusiva competenza dei Comuni. Entrerà infatti in azione il decreto legge 151 del 2005, che si occupa dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (in sigla RAEE). Dopo ben tre rinvii anche il Bel Paese recepirà questa normativa europea risalente al 2003, portando novità e cambiamenti per tutti gli attori coinvolti nella filiera: produttori, distributori, consumatori e Comuni.

Cosa sono i RAEE

Per prima cosa è utile capire bene quali sono gli strumenti ed i macchinari dei quali si occupa questa normativa. Si tratta, come definizione dal decreto, di «apparecchiature che dipendono per un corretto funzionamento da correnti elettriche o da campi elettromagnetici [...] progettate per essere usate con una tensione non superiore a 1.000 volt per la corrente alternata e a 1.500 volt per la corrente continua». Ricadono quindi in questo ambito di applicazione, ad esempio, computer, grandi e piccoli elettrodomestici, condizionatori, luci. Un campo d'azione piuttosto vasto, che produce rifiuti pari a 14 kg all'anno per abitante con ritmi di crescita del 3-4%.

Attualmente il reimpiego di tali materiali si ferma ad 1,15 kg per abitante (67 mila tonnellate) e l'obiettivo del decreto è raggiungere i 4 kg entro il 2008, facendo uscire 240 mila tonnellate di rifiuti pericolosi dalle discariche tramite recupero, reimpiego o riciclo. Questi apparecchi infatti, pur rappresentando un piccolo volume rispetto al complesso dei rifiuti, sono tra i più inquinanti e pericolosi per l'ambiente, essendo costituiti anche da materiali pericolosi e difficili da trattare, come cfc, cadmio e mercurio.

Cosa cambia con la nuova normativa

I Comuni sono stati i primi a spingere ed incoraggiare il Governo nell'adozione di questo decreto. La stessa ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) tramite le parole del suo presidente Leonardo Domenici, si è detta più volte preoccupata dalle continue proroghe all'avvio del sistema che continuavano a «far ricadere sui Comuni l'intero costo di gestione dei RAEE».

Erano infatti gli unici soggetti che, pur senza alcun obbligo di raccolta differenziata, dovevano occuparsi di questa tipologia di rifiuti. Il loro costo smetterà quindi di incidere sulla Comunità, tramite tassa o tariffa per i rifiuti urbani, andando ad attingere risorse solo da chi acquista questo genere di prodotti. Secondo le ultime stime dell'APAT (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente) smaltire 107 mila tonnellate di RAEE costa ogni anno circa 77 milioni di euro, che si staccheranno da TARSU o TIA per permettere il miglioramento dei servizi o una sua rimodulazione.

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Salve, gradire avere delle delucidazioni su delle voci che mi vengono inserite nelle fatture riguardanti le forniture elettrotecniche; nel dettaglio si tratta di minuteria e non di grandi elettrodomestici, ma ciononostante mi vengono ribaldati i costi per la raccolta differenziata (ECO CO L1, ECO CO F2). Alla luce di questo le volgio chiedere se questa tassa è dovuta o meno. Nel caso in cui non sia dovuta, come devo comportarmi? Lo smaltimento di questa raccolta differenziata in che modo deve avvenire?
scritto da Giuseppe Candida - giovedì 7 febbraio 2008 alle ore 14.09
Noi siamo una ditta che si occupa di manutenzione ed assistenza ad impianti di climatizzazione (caldaie, condizionatori, climatizzatori ecc.)
Vorremmo sapere, visto che non installiamo alcun prodotto finito ma utilizziamo solo ricambi forniti dalla ditta che produce o commercializza il prodotto,
dobbiamo iscriverci presso il Vs. registro ??
scritto da luca - mercoledì 16 aprile 2008 alle ore 12.03
SONO UN DISTRIBUTORI DI ELETTRODOMESTICI E DI ELETTRONICA DI CONSUMO.
COME DA LEGGE VENDITA UNO CONTRO UNO.
PIAZZOLE ECO RAEE DOVE SI TROVANO?
OBBLIGHI DA ASSOLVERE SECONDO LA LEGGE ?
POSSONO LE PIAZZOLE COMUNALI ESISTENTI RIFIUTARE IL CONFERIMENTO DEI PRODOTTI DISMESSI ?
GRAZIE ANTONIO RESMINI
scritto da ANTONIO - lunedì 21 aprile 2008 alle ore 9.16
Un privato può organizzare da solo una eco-piazzola ,per lo stoccaggio prima e lo smaltimento poi, di prodotti RAEE in un comune sprovvisto di tale piazzola? Se si di quali autorizzazioni ha bisogno. Grazie
scritto da CARLO - lunedì 5 maggio 2008 alle ore 9.03
salve sono un istallatore manutentore impianti elettrici ed elettronici per smaltire i rifiuti in merito che devo fare?
scritto da gaetano - lunedì 12 maggio 2008 alle ore 9.55
ho un negozio di assemblagio di computer mi devo iscrivermi presso il vostro registro
scritto da Mirian - martedì 13 maggio 2008 alle ore 9.23
sono un gestore distributori automatici.
e vero che quando vado ad acquistare un nuovo distributore,anche in leasing,posso renderne uno simile nelle funzioni senza costi e magari scaricandolo dai cespiti?grazie
scritto da claudio - lunedì 19 maggio 2008 alle ore 9.04
Un privato può organizzare da solo una eco-piazzola ,per lo stoccaggio prima e lo smaltimento poi, di prodotti RAEE in un comune sprovvisto di tale piazzola? Se si di quali autorizzazioni ha bisogno
scritto da Carlo Valente - lunedì 26 maggio 2008 alle ore 15.23
La domanda che ci viene rivolta dal nostro partner che si occupa di consegna a domicilio della spesa per una catena di supermercati è se deve avere una qualche iscrizione per poter ritirare l'usato - in cambio del nuovo - e portarlo al supermercato di origine. Questo visto che l'annunciato regolamento approvato dal vecchio ministero non è stato pubblicato. Grazie!
scritto da Umberto Montagna - mercoledì 28 maggio 2008 alle ore 17.14
io sono la titolare di una ditta di impianti elettrici; durante le manutenzioni ritiriamo i neon esauriti e per smaltirli abbiamo attivato un contratto con una società specializzata per lo smaltimento. ma secondo me, pagando il contributo RAEE ci dovrebbe essere un modo per consegnare e far smatire direttamente dal Comune questi prodotti tossici. Cosa dobbiamo fare? ci dobbiamo iscrivere presso la Camera di Commercio??? ho chiesto al Comune di Corciano (PG), ma mi hanno risposto che potrebbero sono farmi uno sconto nella TARSU per la superficie occupata da questi prodotti. Attendo una vs. comunicazione. GRAZIE - 075/6978049
scritto da marta basigli - giovedì 3 luglio 2008 alle ore 12.16
Siamo una Società che opera nel settore manutenzione e ogni volta che acquiastiamo dei corpi illuminanati e dei tubi fluorescenti ci viene addebitata la tassa RAEE ho chiesto al fornitore dopo quasi un anno che paghiamo, la stessa , se mi poteva dare i recapiti di chi dovesse smaltire i suddetti prodotti, mi ha risposto che non sapeva aiutarmi, cosa dobbiamo fare ed a chi dobbiamo rivolgerci per lo smaltimento? non funziona come il COBAT ?? Grazie fax 06-3046916 tel. 06-30484282
scritto da Edoardo Carocci - venerdì 29 agosto 2008 alle ore 16.01

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