Garante della Privacy, libertà e sicurezza
di Stefano Gorla

Garante della Privacy, libertà e sicurezza

martedì 4 marzo 2008
Il Garante della Privacy interviene sulle modalità di conservazione dei dati personali degli utenti che navigano la Rete: i gestori devono conservare soltanto le informazioni funzionali alla fornitura e alla fatturazione

Il Garante della Privacy è intervenuto il 17 Gennaio 2008 con un provvedimento che detta le regole per la protezione dei dati relativi a telefonia e Web.

La tutela della libera navigazione sul Web viene a confliggere con i fini di giustizia: i gestori del traffico telematico non possono conservare le informazioni personali degli utenti e devono cancellarle entro due mesi. I gestori, secondo il Garante, devono conservare esclusivamente i dati di traffico telematico funzionali alla fornitura e alla fatturazione del servizio di connessione e NON quei dati di traffico apparentemente esterni alla comunicazione - pagine web visitate o gli indirizzi Ip di destinazione - che possono coincidere di fatto con il contenuto della comunicazione, consentendo di ricostruire relazioni personali e sociali, convinzioni religiose, orientamenti politici, abitudini sessuali e stato di salute. Su PA.net è stato affrontato l’argomento con le news del 7 Gennaio 2008, del 18 Gennaio 2008 e del 25 Gennaio 2008, alle quali rinvio per i dettagli attuativi delle disposizioni emanate.

In questa sede intendo compiere alcune riflessioni inerenti alle implicazioni che investono gli incaricati di mansioni tecniche (amministratori di sistema, amministratori di database, manutentori hardware e software). È indubbio che in nome della privacy viene apparentemente a determinarsi – sulla base di una lettura veloce degli articoli di stampa - una prevalenza della libertà del cittadino rispetto alla sicurezza della collettività. In realtà il Garante ha inteso intervenire «per la messa in sicurezza dei dati di traffico telefonico e Internet che vengono conservati dai gestori per finalità di accertamento e repressione dei reati, e per altre finalità ammesse dalla normativa».

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Salve,
scrivo per avere chiarimenti riguardo il seguente problema:
onde evitare violazioni sulla privacy, una società totalmente comunale è tenuta a fornire ai consiglieri comunali copie di atti e/o documenti, riportanti dati sensibili dei dipendenti, quali retribuzioni, nominativi, qualifiche, indennità?
Ciò è regolare?
cordialmente
Roberto
scritto da roberto - martedì 15 aprile 2008 alle ore 9.07
Ogni anno, entro il 31 marzo, deve essere redatto il "Documento programmatico in materia di
sicurezza" (DPS o DPSS). In esso vanno precisate le strutture che concorrono al trattamento, da intendersi sia a livello interno che esterno all'azienda o ente.
scritto da Stefano Gorla - mercoledì 16 aprile 2008 alle ore 7.49

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