PEC: eliminata l'obbligatorietà; una vittoria di "Cittadini di Internet"
di Marina Mancini

PEC: eliminata l'obbligatorietà; una vittoria di "Cittadini di Internet"

lunedì 19 gennaio 2009
Votata alla Camera una modifica sostanziale che riguarda la posta elettronica certificata: l'associazione "Cittadini di Internet" aveva presentato una denuncia all'UE

Eliminata l'obbligatorietà della PEC, la posta elettronica certificata, una prerogativa tutta italiana.

Con il voto di fiducia posta dal Governo sull'approvazione dell'articolo unico nel testo delle Commissioni del disegno di legge (C1972) di conversione del decreto anti-crisi (D.L. 185/2008), l'articolo 16 dello stesso decreto ha subìto delle rilevanti modifiche.

Soddisfatto Massimo Penco, presidente di "Cittadini di Internet", l'associazione che aveva chiesto un provvedimento di urgenza all'Unione europea in merito alla procedura d'infrazione contro lo Stato Italiano per inadempimento delle norme comunitarie in materia di firma elettronica, posta elettronica certificata e fatturazione elettronica.

«Finalmente, ci ascoltano» - è stato il commento di Penco - «è un buon inizio che forse permetterà di non far sanzionare l'Italia per l'ennesima volta».

Come riportato nel comunicato, anche su Wikipedia, la più grande enciclopedia libera della rete, a proposito della PEC si legge: "è uno standard solamente italiano e per adesso nessun altro paese nel mondo ha sentito l'esigenza di creare un equivalente. Questo proprio perché la PEC è praticamente equivalente ad un'email tradizionale tranne per il fatto che è molto più costosa. Tecniche di firma digitale e di tracciamento della consegna equivalenti e gratuite sono già disponibili per le email tradizionali da diversi anni. Non c'è quindi nessun vantaggio concreto ad usare la PEC al posto di un'email tradizionale con le dovute accortezze".

Con le modifiche la norma prevede dunque che le imprese costituite in forma societaria sono tenute a indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione al registro delle imprese ma anche o analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora sia dell'invio sia della ricezione delle comunicazioni e l'integrità del loro contenuto.

In questo modo si attuano la direttiva comunitaria 93/99 e l'articolo 15/2 della legge Bassanini 59 97.

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Questo cosa significa nella pratica??? che si potrà indicare come indirizzo di posta anche un semplice indirizzo gmail o yahoo al posto di quello certificato (a pagamento) ????
scritto da nicola - lunedì 2 marzo 2009 alle ore 9.04
In teoria si visto che la giuriprudenza si è già espressa spesso in tal senso. In effetti la legge qui è piuttosto chiara dice: "un analogo indirizzo di
posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell'invio e della ricezione delle
comunicazioni e l'integrità del contenuto delle stesse, garantendo l'interoperabilità con analoghi
sistemi internazionali". maggiori spiegazioni potrà trovarle nel seguente link :
https://www.globaltrustgroup.info/userfiles/file/RASSEGNA%20STAMPA/IlSoftwareit_Posta_elettronica_certificata.pdf
scritto da Massimo Penco - martedì 3 marzo 2009 alle ore 20.37
A me sembra che ognuno tiri l'acqua al suo mulino. Massimo Penco a Global Trust e quelli di Aruba ai propri servizi di PEC, guardate qua: http://www.lineaedppmi.it/01NET/HP/0,1254,5_ART_96743,00.html?lw=nl20026
scritto da Francesca - venerdì 6 marzo 2009 alle ore 14.34
Cara Francesca,
Evidentemente non conosce la differenza tra ZERO e 5 EURO
scritto da Massimo Penco - domenica 15 marzo 2009 alle ore 11.20
La mail ha valore legale, anche senza la PEC?
scritto da Davide - martedì 28 aprile 2009 alle ore 8.59
Se volete saperne di più sulla PEC, date un'occhiata qui: http://www.techblogs.it/office/2009/05/pec-gratis-tutta-la-verita.html
scritto da Francesco - lunedì 15 giugno 2009 alle ore 9.45
Visto che sono trascorsi i tempi tecnici, mi può dire se la denuncia presentata all'UE ha dato qualche esito? No perchè, visto che qualsiasi cittadino dell'unione ha facoltà di esporre denuncia, la sola presentazione dell'istanza non ha alcun valore. Mi può quindi dire qual'è stata la risposta dell'Unione?
scritto da Gianni Pinco - lunedì 16 novembre 2009 alle ore 11.51
L'ignoranza è proprio una brutta bestia. La PEC ha un grande vantaggio, ovvero l'essere riconosciuta legalmente. Cosa che le altre email tradizionali (gmail, yahoo, ecc...) non hanno. Il problema è che la PEC è obbligatoria ed anche a pagamento. Si, un grosso peccato che sembra un abuso dello Stato verso i cittadini (rendere obbligatorio qualche cosa che si paga). Ma anche in questo caso l'ignoranza vince. Andate in una qualsivoglia delegazione ACI (che probabilmente sta dietro casa vostra) e chiedete l'attivazione della vostra PEC. In dieci minuti avrete il vostro indirizzo PEC che sarà attivo nel giro di 24/48 ore. Dimenticavo... gratuitamente! Una volta, dico UNA volta, che l'Italia si era portata avanti al resto del mondo, creando un servizio gratuito per l'invio di posta legalmente riconosciuta (perché tutti voi, le raccomandate con ricevuta di ritorno le PAGATE, non sono gratis) abbiamo rovinato tutto. Forse è vero che ci meritiamo un premier che fa i propri interessi andando a prostitute.
scritto da Marco - mercoledì 25 novembre 2009 alle ore 15.57

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