Canone tv, incertezza normativa anche su sito Rai
di Lorenzo Gennari

Canone tv, incertezza normativa anche su sito Rai

martedì 19 gennaio 2010
A pochi giorni di distanza dalla scadenza dei termini per il pagamento del canone Rai, è polemica per la dicitura "apparecchi atti o adattabili alla ricezione dei programmi televisivi"

È bufera sul canone Rai: lo ha ammesso anche il sottosegretario Paolo Romani, rispondendo ad una interrogazione dei radicali: «in effetti la normativa non è adeguata e le interpretazioni dubbie».

Anche sul sito istituzionale della Rai, nella sezione "cos'è e chi deve pagare", il canone di abbonamento tv viene ritenuto esigibile nei confronti di "chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione dei programmi televisivi".

Che si tratti di un'imposta sul possesso indipendentemente dall'uso dell'apparecchio o dalla scelta delle emittenti televisive, è l'unica cosa chiara, ma la domanda che tutti si pongono da tempo è quella relativa all'identificazione del suddetto apparecchio.

Un computer che si collega al sito Rai.tv e sia in grado di far vedere le dirette da Internet, rientra nella casistica di "adattabile"? E uno smartphone con connessione wireless collegato al canale YouTube della Rai? O forse è la connessione ad Internet o la chiavetta usb dei vari operatori di telefonia mobile a costituire parte dell'apparecchio e a generare l'esigibilità?

Il sottosegretario ha ufficialmente ammesso in Parlamento che il caos normativo si ripercuote sulla certezza del diritto. «Una situazione che - dice ora - va risolta e che è riconducibile al problema del definire chi deve pagare il canone e perché».

«La questione - continua Romani - presenta dunque alcuni profili di incertezza (considerato che si tratta di disposizioni normative non adeguate alla evoluzione tecnologica) e concrete difficoltà applicative». Si pensi, tra l'altro, al parco computer delle Pubbliche Amministrazioni e degli uffici di società private.

Il sottosegretario Romani ha quindi promesso un «approfondimento tecnico-giuridico» che sarà messo in atto anche con il ministero dell'Economia e delle Finanze, l'Agenzia delle Entrate e la Rai: un confronto che dovrà portare ad una «identificazione univoca» degli apparecchi soggetti al canone.


La tecnologia va più forte delle gabelle.
scritto da FEDERICO - mercoledì 20 gennaio 2010 alle ore 11.55
Perchè non abbinare il canone tv ad una pay-card? Gli utenti sarebbero così liberi di vedere o meno i canali rai o di scegliere di vedere altre tv senza dovere pagare il balzello obbligatorio allo stato anche se questo ci "abbuffa" di stronzate televisive, politica, gossip e calcio e spesso, in molte serate, senza dare la possibilità di scegliere qualcosa di più edificante se non facendo zapping su altre reti.
scritto da mwaster - giovedì 21 gennaio 2010 alle ore 9.25
Con l'arrivo del digitale terrestre la TV (analogica) non è più "atta" a ricevere le trasmissioni televisive. Non può neanche essere "adattata" se non abbinandoci un altro, distinto, apparecchio: il decoder. Sarebbe come dire che una vasca da bagno deve pagare la tassa di circolazione perchè potrei metterla su un camion! Da questo consegue che la tassa ormai dovrebbe essere apposta sui decoder (e sulle TV con decoder incorporato) e non sulle vecchie TV analogiche.
scritto da Valter Di Dio - lunedì 25 gennaio 2010 alle ore 9.40
Quoto l'idea della pay-card!!!
scritto da Lorenzo - lunedì 25 gennaio 2010 alle ore 9.40
C'è un problema di fondo. Con l'avvento di internet abbiamo ancora bisogno della tv dello stato. Per quello che mi riguarda la tv è diventata giusto un rumore di sottofonto mentre me ne sto al pc..tiene compagnia, ma potrei tranquillamente avere in streaming quello che voglio in sottofondo. Non credo che il canone rai possa durare ancora a lungo così com'è confezionato oggi...a breve diventerà una tassa di stato da fare pagare a tutti...apparecchio o meno, magari trasformato in un 0,5% in più di iva o qualcosa del genere. Purtroppo la Rai non è più servizio pubblico, ma puro strumento commerciale e clientelare...quindi ci tocca tenercelo così inefficiente, vecchio e senza fantasia...oibò.
scritto da Filippo Rssi - martedì 26 gennaio 2010 alle ore 11.13
se sul bollettino c'è scritto rinnova il tuo abbonamento rai io sono libero di rinnovarlo o non rinnovarlo,se siamo obblicati a rinnovare l'abbonamento anche altre tv,giornali,riviste, telefonia potrebbero pretendere l'obblicatorietà
ad abbonarsi,la legge è vecchia fatta quando c'era solo la rai oggi con tante piattaforme televisive non possono pretendere un abbonamento forzato,io sono libero di abborarmi dove mi pare,
concludo chiedendo qualche spiegazione se non è un abbonamento ma è una tassa le tasse si pagano per avere un servizio pubblico oggi la rai è un servizio pubblico?dov'è la differenza dalle altre tv private?
scritto da marcello volpe - lunedì 8 febbraio 2010 alle ore 10.22

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