Scommesse online: quadruplicati siti illegali oscurati
di Lorenzo Gennari

Scommesse online: quadruplicati siti illegali oscurati

martedì 23 febbraio 2010
A quattro anni dal primo provvedimento contro i siti di gioco online illegali, sono stati oscurati un totale di 2073 siti Internet non in regola

Con il primo provvedimento (24 febbraio 2006) contro il gioco d'azzardo online furono oscurati circa 500 siti, un anno dopo erano già 640. Nel 2009 ben 1479, per arrivare a 2073 il 4 febbraio di quest'anno.

Il numero dei siti non raggiungibili si è pertanto quadruplicato, registrando anche un incremento del 40% sul numero in lista lo scorso anno. L'Amministrazione autonoma dei monopoli di stato (Aams) ha colpito casinò e poker online, ma la novità del 2010 è il Bingo.

Infatti, dei 185 nuovi siti inseriti nella blacklist, tra gli ultimi due mesi del 2009 e i primi due del 2010, ben 55 propongono il Bingo online. Al di là della tipologia di scommessa, l'illegalità di questi luoghi virtuali del gioco sta nell'offrire intrattenimento online con possibilità di vincita in denaro senza essere autorizzati dai Monopoli di Stato e dopo regolare gara.

Il sottosegretario all’Economia Giorgetti, nel 2008 era stato chiaro nell'annunciare pesanti sanzioni ai contravventori. La Legge Comunitaria in vigore dal 29 luglio 2009 ha poi inasprito ulteriormente le sanzioni per chi viola la legalità.

Per quanto riguarda i singoli articoli sulle sanzioni, il comma 23 prevede la reclusione da 6 mesi a 3 anni per chi raccoglie online giocate e scommesse senza la licenza. Per i soggetti titolari di licenza che raccolgono gioco al di fuori delle modalità tecniche previste, invece, è previsto l'arresto da tre mesi a un anno, o un'ammenda da 500 a 5000 euro.

In origine erano previste pene e sanzioni anche per i giocatori che avessero giocato su siti non autorizzati, ma la norma è stata stralciata. Per violazioni minori, come ad esempio il consentire l'accesso alle aree di gioco a clienti non registrati al sistema centrale dell'Aams, i Monopoli possono sospendere la licenza; al terzo inadempimento, però, la licenza viene revocata, secondo quanto cita l’articolo di legge.


Leggo le vostre notizie con molto piacere ritenendovi un portale serio, tuttavia oggi non mi trovate assolutamente d'accordo. Alcuni di quei siti che vengono definiti nell'articolo come "illegali" sarebbe opportuno invece ribadire che sono perfettamente "legali" nei propri paesi di origine. Riporto testualmente "Una nuova pronuncia, emessa lo scorso 25 agosto da parte del Consiglio di Stato, è di nuovo in favore di (alcuni centri) Stanleybet. "L'organo giudiziario di vertice amministrativo per la prima volta - afferma il bookmaker inglese - si è adeguato ai principi interpretativi della Corte di Giustizia che e ha riconosciuto, dopo il decreto Bersani, il diritto della Stanley ad ottenere l'autorizzazione di Polizia anche in assenza di un titolo concessorio.[...]" Corte di Giustizia della Comunità Europea ha bocciato in pieno le sentenze italiane definendole in netta contrapposizione con il "Trattato dell'Unione, specie in tema di libertà di stabilimento e di estrinsecazione della libertà di concorrenza". In questi casi sappiamo benissimo cosa comporti avere "dei precedenti". Quando diamo le notizie, facciamolo in modo. Ottimo lavoro cmq. fonte sentenza: http://www.gioconews.it/generale/consiglio-di-stato-arriva-sentenza-favorevole-per-alcuni-centri-stanley-2042.html
scritto da Adelio Fioritto - mercoledì 24 febbraio 2010 alle ore 11.21
Grazie per la precisazione, ma ho volutamente evitato di entrare nel merito della questione. I dati sono quelli che ho riportato nella news, poi sicuramente si potrebbe fare un articolo di approfondimento per cercare di capire come mai in Italia ci sia una maggiore rigidità (o forse una volontà di tutela dei monopoli di stato). Io stesso ero iscritto ad un sito di scommesse inglese e avevo notato che potevo raggiungere tali pagine solo tramite proxy o bypassando il DNS (scrivevo direttamente l'indirizzo IP), poi venne bannato l'IP dall'Italia, ma lo staff del sito mi rassicurava che si trattava di attività assolutamente lecita e che, in Inghilterra, questo problema non c'era. A quel punto però, le complicazioni mi hanno scoraggiato e sono tornato a scommettere con la Snai. Ora non la trovo più un'attività redditizia e tantomeno divertente. Grazie ancora, sul nostro sito i commenti sono assolutamente parte integrante dell'informazione. Saluti, Lorenzo Gennari
scritto da Lorenzo Gennari - giovedì 25 febbraio 2010 alle ore 0.19
Io penso che legalità e autorizzazione in questo casino siano due cose distinte. Per i monopoli di stato giocare d'azzardo in queste sale è illegale semplicemente perchè i fatturati di queste società non sono tassati dall'erario italiano . Per quel che concerne la regolarità e la sicurezza per le giocate i casino online hanno altri enti che regolano la cosidetta "sicurezza del gioco" quindi certificandoli in caso di idoneità. Tuttavia lo stato italiano tra poco si accingerà a legalizzare il poker online con i cash game , io penso sarà il primo passo per arrivare ad una legalizzazione vera e propria dei casino online. Un saluto Simone Di Cataldo
scritto da casino legali - martedì 30 novembre 2010 alle ore 12.24
la mia domanda resta sempre con un punto interrogativo alla fine,non riesco a capire alcune cose delle limitazioni faccio esempio, se aproi un centro scommesse all'interno del quale ho cinque postazioni pc per poter giocare on line poso limitare l'accesso di questi pc al solo sito al quale sono associato o devo lasciare che i pc siano liberi di navigare ? non riesco a trovare nessun riferimento normativo. grazie
scritto da francoluis - domenica 5 giugno 2011 alle ore 22.12
si puo limitare l'acceso al web dei pc installati in un centro scommesse?
scritto da francoluis - domenica 5 giugno 2011 alle ore 22.11

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